La primavera sembra esser partita in anticipo anche quest’anno! Mentre l’anticiclone africano sta portando temperature massime che sfiorano i 20°C in molte aree della regione, le escursioni termiche notturne continuano a far scendere la colonnina di mercurio vicino allo zero, con gelate già segnalate nelle zone montane e collinari. Per le imprese agricole non si tratta di buone notizie. Questa stabilità apparente è, in realtà, un fattore di rischio. L’ondata di caldo fuori stagione sta accelerando il risveglio delle piante, portandole in una fase fenologica di estrema vulnerabilità proprio nel momento in cui il rischio di colpi di coda invernali è più alto.
L’impatto del clima sulle colture calabresi
I dati degli ultimi anni evidenziano una tendenza alla “tropicalizzazione” del clima italiano cioè uno sfasamento stagionale. In Calabria, questo fenomeno si traduce in:
- Risveglio precoce: le gemme si schiudono con settimane di anticipo, richiamando linfa e acqua nei tessuti giovani.
- Shock termico: basta una singola notte con temperature sotto lo zero per cristallizzare l’acqua all’interno delle cellule vegetali, causando la necrosi dei fiori e la perdita dell’allegagione.
- Danni alla produzione: per agrumeti, vigneti e frutteti (in particolare le drupacee), il danno non è solo quantitativo. Il freddo tardivo compromette la qualità estetica e il calibro dei frutti, declassando il valore commerciale del raccolto finale.
La gestione del rischio con AgriCat
Oggi attivare una polizza per il gelo è la soluzione più conveniente. Grazie alla sinergia con il Fondo Agricat l’impresa assicurata può accedere a un indennizzo complessivo fino a tre volte superiore rispetto a chi si affida esclusivamente alla copertura base e senza burocrazia. Si tratta, infatti, di un meccanismo fluido dove la polizza privata e il fondo pubblico “dialogano” in modo autonomo. Una volta attivata la copertura, il sistema è già predisposto per interfacciarsi con Agricat. In caso di evento avverso, non è necessario istruire pratiche separate. Il rilievo del danno effettuato dalla compagnia assicurativa funge da base tecnica anche per il fondo nazionale. Questo evita duplicazioni di perizie e riduce notevolmente i tempi di attesa.
I tempi delle coperture
L’analisi dei dati meteorologici degli ultimi decenni insegna che il pericolo maggiore non è il freddo invernale, ma le gelate che arrivano quando la pianta è già “in succhio”. Dal punto di vista operativo, è fondamentale considerare i tempi di decorrenza: le coperture assicurative non sono operative nel momento stesso della firma, ma prevedono un periodo di carenza obbligatorio. Firmare la polizza oggi, mentre le temperature diurne sono miti, è l’unico modo per assicurarsi che la protezione sia pienamente attiva quando inevitabilmente si verificheranno i prossimi cali termici notturni.
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