Cosa succederebbe al nostro olio extra vergine di oliva, conosciuto in tutto il mondo, se la qualità delle olive con cui viene prodotto non fosse più la stessa? La risposta è presagibile, così come la soluzione perché questo non accada.
Cosa nuoce alle olive da olio?
La siccità può essere una delle cause di danneggiamento del frutto, che agisce sulla resa qualitativa e quantitativa della produzione. In quanto, spesso, coltura non irrigua, le olive necessitano di pioggia per gonfiare e aumentare la loro dimensione, e quindi la capacità oleica. Se la pioggia non arriva, le olive restano piccole e le loro proprietà organolettiche vengono alterate. Non si tratta di uno scenario ipotetico: negli ultimi anni, ondate di calore e deficit idrico hanno causato cali produttivi tra il 30 e il 50% in Calabria, Puglia e Sicilia. Nel 2022, temperature oltre i 40°C hanno ridotto drasticamente la resa in olio; nel 2024 il crollo ha raggiunto il 32% a livello nazionale. Nonostante una ripresa del +30% attesa per il 2025-2026 grazie a piogge più regolari, alcune aree restano strutturalmente vulnerabili.
Cosa si può fare
Operativamente si possono attivare sistemi di irrigazione a goccia o subirrigazione interrata, che portano l’acqua direttamente alle radici riducendo l’evaporazione fino al 30-40% e garantendo uno sviluppo uniforme delle piante. Questi sistemi, automatizzabili con sensori di umidità e fertirrigazione, sono particolarmente adatti alle grandi aziende olivicole: eliminano ingombri superficiali, facilitano la meccanizzazione e migliorano l’assorbimento di nutrienti come fosforo e potassio. Dove i suoli sono più sabbiosi, i microspruzzatori offrono una copertura più ampia e si integrano con piattaforme di monitoraggio remoto. Le esperienze già in atto a livello nazionale mostrano aumenti di resa del 30-40% con irrigazioni di soccorso ben gestite. In alternativa o in parallelo, si può intervenire sulla scelta varietale, privilegiando cultivar più resistenti allo stress idrico.
L’unica soluzione che garantisce un risarcimento
Sistemi di irrigazione a goccia o subirrigazione interrata, scelta di cultivar più resistenti allo stress idrico, pratiche agronomiche mirate: sono tutte misure utili, che riducono l’esposizione al rischio e proteggono la qualità del prodotto, ma non eliminano il rischio. Una siccità prolungata e intensa colpisce anche gli oliveti meglio gestiti, vanificando investimenti e lavoro di un’intera stagione.
Se si vuole avere la certezza di poter affrontare le conseguenze della siccità, la polizza assicurativa è l’unica risposta in grado di garantire un risarcimento cospicuo per i danni subiti. Inoltre, con il PGRA 2026 la siccità, in quanto calamità catastrofale, attiva in automatico l’indennizzo del Fondo Agricat in aggiunta a quello della polizza.
Come Condifesa Calabria ci impegniamo ogni anno per dare alle imprese agricole la possibilità di contare su polizze mirate, costruite sulle vulnerabilità delle colture. Scopri le campagne assicurative attive e scegli la copertura più adatta alla tua azienda.





