Se c’è un frutto largamente apprezzato in Calabria in estate e già prima, durante i primi accenni di stagione di maggio, è il cocomero. Presenza fissa di scampagnate e momenti di ritrovo conviviali, al mare come in montagna, l’anguria è presente sotto l’ombrellone e tra pini della Sila per ristorare, fresca e dissetante.
Nella Regione si coltivano il cocomero mini, la perla nera, il cocomero senza semi e anche il cocomero classico. Tutte queste produzioni, presenti principalmente nel Crotonese e nella Piana di Sibari, sono soggette ad alcuni rischi climatici. Primi fra tutti la grandine e il colpo di sole.In questo articolo vediamo i danni sui frutti quando si verificano queste avversità, ma soprattutto cosa fare per essere risarciti.
Danni da grandine
La grandine lascia in genere segni immediati e abbastanza riconoscibili sui frutti. Ad esempio ammaccature, lesioni puntiformi. In alcuni casi può provocare aperture della buccia con danni diretti alla polpa. Nei giorni successivi, soprattutto con temperature elevate, queste lesioni possono favorire marciumi e infezioni secondarie.
Sul cocomero classico i danni sono spesso più facili da individuare per dimensione del frutto e superficie visibile. Sulle varietà a buccia scura, come Perla Nera, i segni leggeri possono risultare meno evidenti a occhio nudo, mentre nei cocomeri mini e in alcune tipologie senza semi i danni possono incidere più rapidamente sulla qualità commerciale perché la pezzatura ridotta lascia meno margine tra lesione superficiale e compromissione del frutto.
Nelle varietà più piccole o nelle fasi iniziali di accrescimento, la grandine può anche provocare arresti di sviluppo, deformazioni o caduta del frutto. Per questo è utile controllare oltre alla buccia, anche l’uniformità, la consistenza e la tenuta complessiva della pianta.
Colpo di sole
Il colpo di sole è diverso dalla grandine perché non nasce da un urto ma da uno stress termico. Si manifesta soprattutto sulla parte del frutto più esposta, con macchie più chiare, tessuti superficiali alterati e perdita di qualità della polpa nella zona colpita.
Questo problema può interessare tutte le varietà, ma si legge in modo diverso a seconda della buccia. Sul cocomero classico, specialmente se striato o più chiaro, le alterazioni possono risultare più visibili; sulle varietà a buccia scura, come Perla Nera, il danno iniziale può essere meno evidente e richiede un controllo più attento della consistenza e del turgore della parte esposta.
Anche la copertura fogliare conta molto. Se il frutto resta scoperto nelle fasi più calde della stagione, il rischio aumenta sia per il cocomero classico sia per le tipologie mini e senza semi, che oggi sono diffuse proprio per rispondere a nuove esigenze di mercato ma restano comunque esposte agli stessi stress ambientali.
Come tutelare le produzioni
Come per gli altri frutti assicurabili la polizza agevolata rappresenta a oggi l’unico strumento di gestione del rischio in grado di garantire un risarcimento per danni subiti.
Permette di tutelare le produzioni dagli eventi metereologici e di affrontare quindi con serenità le sfide climatiche sempre più imprevedibili, ma soprattutto di garantire continuità alla coltivazione di questo frutto che è parte delle nostre esperienze estive.




