Qual è l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità? E quali possono essere le ripercussioni sul settore agricolo?
I cambiamenti climatici sono in corso già da molti anni e interessano il mondo intero. Nonostante si tratti di un fenomeno globale, le sue conseguenze nel Mediterraneo sono particolarmente preoccupanti a causa di mutamenti più intensi che mettono a rischio la biodiversità, ai danni ovviamente anche dell’agricoltura.
Oggi, più di ieri, infatti, vediamo e avvertiamo gli effetti dei cambiamenti sulle produzioni, poiché l’assenza di pioggia e siccità, alluvioni improvvise e gelate tardive stanno diventando più frequenti.
Nel suo ultimo rapporto, l’Organizzazione meteorologica mondiale parla di allarme rosso, perché “la temperatura media in prossimità della superficie nel 2023 è stata di 1,45 gradi Celsius al di sopra dei livelli preindustriali pericolosamente vicina alla soglia critica di 1,5 gradi che i Paesi avevano concordato di non voler superare negli accordi sul clima di Parigi del 2015” [Fonte].
Se il clima cambia, cambia inevitabilmente anche l’ecosistema in cui le nostre produzioni sono abituate a dare i loro frutti. Si modificano le specie vegetali che, così come quelle animali, rischiano di scomparire. Per questo dovremmo essere sempre più consapevoli del valore immenso della nostra biodiversità e fare di tutto per preservarla.
Il legame tra biodiversità e agricoltura
Biodiversità racchiude in sé più di un significato. È la varietà, la diversità delle specie, è la natura che si esprime nella sua massima libertà.
La Convenzione ONU sulla Diversità Biologica definisce la biodiversità come
“la varietà e variabilità degli organismi viventi e dei sistemi ecologici in cui essi vivono, evidenziando che essa include la diversità a livello genetico, di specie e di ecosistema”.
La diversità genetica è fondamentale per l’agricoltura e per la sicurezza alimentare globale. Fornisce la base per la selezione di varietà più adattabili alle mutevoli condizioni ambientali e per la resistenza alle malattie.
Senza una varietà genetica sufficiente, le colture e gli allevamenti diventano più vulnerabili anche agli eventi climatici estremi e ad altri stress ambientali, mettendo a rischio la produzione alimentare.
Le nostre produzioni potrebbero perdere la loro qualità, le rese potrebbero diminuire, le coltivazioni essere colpite magari dalla generazione di nuove specie di parassiti.
Proprio per questo il 27 febbraio 2024 il Parlamento europeo ha approvato il Nature Restoration Law (Ripristino della Natura) non ancora attuato. Si tratta del primo Regolamento al mondo per favorire la biodiversità ed evitarne la perdita che prevede da parte degli Stati membri l’impegno a compiere fino al 2030 azioni a favore del ripristino di habitat naturali (foreste, praterie e zone umide, fiumi, laghi, coralli), fissando dei vincoli a diversi settori, agricoltura compresa.
Per approfondire il Nature restoration law
Cosa succede all’agricoltura
Le colture necessitano della diversità genetica per resistere alle malattie e mantenere la loro produttività in condizioni di stress. E non c’è luogo, area geografica in cui la biodiversità non subisca gli esiti delle mutazioni ambientali.
Come già detto la biodiversità contribuisce all’insicurezza alimentare ed energetica e aumenta la vulnerabilità ai disastri naturali. Per avere un ecosistema sano e diversificato bisogna proteggere la biodiversità. Senza biodiversità compromettiamo la vita, la produzione di cibo.
Il comparto agricolo perde quelle fette di mercato acquisite nel tempo grazie alle eccellenze che la biodiversità in Italia ha prodotto e per le quali è riconosciuta in tutto il mondo.
Si sta assistendo a un aumento del rischio di perdita dei raccolti a causa della proliferazione di insetti dannosi che si spostano verso nuove aree, oltre a eventi climatici estremi come ondate di calore, siccità, alluvioni e inondazioni.
E le ripercussioni sulla qualità e quantità delle produzioni agricole impatterà inevitabilmente le imprese dal punto di vista economico. Alcune produzioni rischiano di scomparire, anche alle nostre latitudini.
È necessario agire tempestivamente e con consapevolezza scegliere gli strumenti migliori con cui affrontare il futuro.
Come Condifesa Calabria siamo presenti sul territorio calabrese per dare alle imprese agricole tutto l’aiuto possibile per la protezione delle produzioni.




