Per un’azienda agricola che sostiene premi assicurativi di decine di migliaia di euro, sapere quanto può recuperare e in quali tempi è importante per programmare le spese e gestire la liquidità. Il contributo pubblico sulle polizze agevolate, infatti, si calcola sulla spesa ammessa, che può essere inferiore al premio pagato. L’erogazione avviene da parte di AGEA dopo la presentazione della domanda di sostegno-pagamento e i controlli previsti.
In questa guida vediamo come si calcola il contributo, quanto può spettare e quali passaggi servono per riceverlo.
Premio, spesa ammessa e aliquota: che cosa cambia
Quando si parla di polizze agevolate, è facile confondere importi che hanno funzioni diverse. Per capire quanto tornerà effettivamente nelle casse dell’azienda, bisogna distinguere cinque voci: il premio polizza, la spesa ammessa, l’aliquota massima, l’aliquota effettiva e il contributo.
Il premio di polizza è il costo che l’azienda paga alla compagnia assicurativa e si conosce al momento della firma. La spesa ammessa è invece l’importo riconosciuto come base per calcolare il contributo e dipende dai parametri della campagna. L’aliquota massima è la percentuale più alta prevista dalle regole per quella tipologia di polizza. L’aliquota effettiva è quella che viene applicata alla campagna, tenendo conto delle risorse disponibili, e viene comunicata con l’avviso del Ministero. Infine, il contributo erogato è l’importo riconosciuto all’azienda dopo l’applicazione dell’aliquota e gli eventuali controlli e riduzioni.
Le regole di riferimento sono contenute nel PGRA, il Piano di gestione dei rischi in agricoltura, con cui il Ministero dell’Agricoltura definisce ogni anno le condizioni delle polizze agevolate. Per conoscere le scadenze previste per le diverse colture, è possibile consultare la nostra guida al PGRA 2026 e alle scadenze delle polizze agevolate.
Spesa ammessa: perché può essere inferiore al premio
La spesa ammessa è l’importo su cui viene calcolato il contributo. In base alle regole del PGRA, corrisponde al minore tra il premio indicato nella polizza e la spesa calcolata applicando il parametro contributivo al valore assicurato. Questo significa che, se la tariffa applicata dalla compagnia supera il parametro previsto per la coltura e il comune di riferimento, la differenza resta a carico dell’azienda.
Come funziona il parametro contributivo
Il parametro contributivo si basa sulla tariffa media pagata negli ultimi cinque anni per la stessa combinazione di comune, prodotto assicurato e pacchetto di garanzie. Si calcola rapportando la somma dei premi alla somma dei valori assicurati.
Se nel comune non ci sono dati sufficienti, perché hanno assicurato meno di cinque aziende o sono intervenute meno di tre compagnie, il calcolo passa al livello territoriale successivo: prima la provincia, poi la regione e infine il dato nazionale.
La media quinquennale è stata introdotta con il PGRA 2025, insieme alla riduzione degli Standard Value e dei parametri massimi. Rispetto al sistema precedente, il parametro può quindi risentire con ritardo degli aumenti delle tariffe.
Per l’azienda, il punto è capire prima della firma quanta parte del premio sarà riconosciuta ai fini del contributo. Se la tariffa proposta è più alta del parametro, la differenza non riceverà sostegno pubblico.
La salvaguardia e il limite del valore assicurato
Le regole prevedono anche una salvaguardia per i casi in cui la spesa calcolata con il parametro risulti inferiore al 70% del premio: in questa situazione, la spesa ammessa viene innalzata fino al 70% del premio, o al 90% per le polizze semplificate.
Un altro limite riguarda il valore assicurato, che deve essere coerente con la produzione media annua dichiarata nel fascicolo aziendale e con gli Standard Value, i valori massimi di riferimento previsti per ciascun prodotto. Dichiarare un valore superiore non permette di ottenere un contributo più alto. Se la spesa richiesta supera di oltre il 25% quella ammissibile, può inoltre scattare una sanzione pari alla differenza.
«Fino al 70%»: le aliquote effettive delle ultime campagne
Il PGRA stabilisce aliquote massime differenti in base alla tipologia di polizza. Per alcune polizze pluririschio con soglia di danno del 20%, per la zootecnia e per le polizze index, il contributo può arrivare al 70% della spesa ammessa. Per le polizze che coprono una o due avversità di frequenza, il limite è del 65%, mentre per le strutture aziendali e lo smaltimento delle carcasse è del 50%.
Quando le risorse disponibili non sono sufficienti, però, il Ministero può ridurre l’aliquota effettiva applicata ai beneficiari. Le aliquote derivano dagli atti ministeriali delle rispettive campagne, tra cui il DM MASAF n. 0643065 del 21 novembre 2023, il DM n. 57047 del 7 febbraio 2025 e l’avviso MASAF n. 189452 del 22 aprile 2026.
La riduzione non dipende dalla singola azienda o dalla compagnia assicurativa, ma si applica secondo le regole stabilite per la campagna. Per chi deve programmare le spese, la distinzione è essenziale. Alla firma si conosce l’aliquota massima prevista, ma non necessariamente quella che sarà applicata al momento della liquidazione.
Quando arriva il contributo: dalla firma all’accredito
Il pagamento del contributo richiede una serie di passaggi che coinvolgono l’azienda agricola, il CAA (Centro di assistenza agricola), il consorzio, la compagnia assicurativa, il Ministero e AGEA, l’Agenzia per le erogazioni in agricoltura.
Per orientarsi tra le sigle e le rispettive funzioni, è disponibile la nostra guida a PGRA, PGIR, SIAN e AGEA.
Il percorso si articola in otto passaggi.
- Aggiornamento del fascicolo aziendale e rilascio del PGIR. Il fascicolo deve contenere dati aggiornati e coerenti con le colture e le superfici da assicurare. Da qui si genera il Piano di gestione individuale del rischio (PGIR), che ha sostituito il precedente PAI. Se ne occupano l’azienda e il CAA.
- Delega assicurativa. L’azienda autorizza il CAA a trasmettere i dati del fascicolo aziendale al soggetto incaricato di predisporre la polizza, secondo la procedura prevista.
- Firma della polizza. La sottoscrizione deve avvenire entro la scadenza prevista per la coltura. Per kiwi e agrumi, in quanto colture permanenti, il termine indicato è il 30 aprile. Per le polizze collettive interviene anche il consorzio.
- Pagamento del premio e quietanza. L’azienda paga il premio. Nelle polizze collettive, la compagnia rilascia al consorzio la quietanza del premio complessivo, accompagnata dalla distinta dei singoli soci.
- Domanda di sostegno-pagamento. Dalla campagna 2024 AGEA precompila la domanda con i dati del PGIR, delle polizze e delle quietanze. Per la campagna 2025, il termine indicato per la presentazione è il 30 giugno 2027. L’azienda presenta la domanda con il CAA.
- Controlli e accredito. AGEA verifica le domande, effettua controlli in loco su un campione di almeno il 5% della spesa e procede ai pagamenti per lotti.
Che cosa può bloccare il pagamento
I ritardi possono dipendere da problemi documentali che, in molti casi, si possono prevenire.
- Superfici non coerenti: la superficie assicurata è diversa da quella registrata nel fascicolo aziendale e può determinare una riduzione del contributo.
- Dati non allineati: il PGIR e la polizza riportano informazioni diverse su coltura, comune o valori assicurati.
- Quietanza mancante: non è disponibile la prova del pagamento o della sua tracciabilità. Nelle polizze collettive, il socio deve attendere che il consorzio abbia trasmesso la quietanza del premio complessivo.
- Domanda assente o tardiva: la domanda di sostegno-pagamento non è stata presentata oppure è stata inviata oltre il termine previsto.
Controllare questi elementi con il CAA e il consorzio prima dell’istruttoria AGEA aiuta a ridurre il rischio di ritardi.
AGEA o ARCEA: chi paga il contributo
Il contributo sulle polizze agevolate viene erogato da AGEA, l’organismo pagatore nazionale, anche per le aziende agricole calabresi che hanno il fascicolo aziendale presso ARCEA. La domanda relativa all’intervento SRF.01 ha infatti ambito nazionale e viene gestita attraverso il SIAN, indipendentemente dall’organismo pagatore presso cui è registrato il fascicolo.
ARCEA, l’Agenzia della Regione Calabria per le erogazioni in agricoltura, gestisce invece gli aiuti della PAC e dello sviluppo rurale destinati alle aziende calabresi e il fondo di rotazione regionale descritto nella sezione successiva.
Chi attende il contributo della polizza deve quindi verificare lo stato della domanda attraverso il SIAN, con il supporto del proprio CAA, e non cercarlo negli elenchi dei pagamenti di ARCEA.
Si può anticipare il contributo? Il fondo di rotazione regionale
La Calabria ha istituito nel 2023, presso ARCEA, il fondo di rotazione regionale «Gestione del Rischio», con una dotazione di 1,5 milioni di euro. Nato da una proposta di Condifesa Calabria e Coldiretti Calabria, è stato il primo fondo di questo tipo in Italia.
Il fondo è stato pensato per anticipare alle aziende la quota di contributo pubblico prevista per le polizze agevolate. In questo modo, l’azienda può pagare alla firma soltanto la parte non agevolata del premio e restituire l’anticipo quando riceve il contributo da AGEA.
Lo strumento riguarda le colture vegetali ed è stato utilizzato anche nelle campagne estiva e invernale 2024.
Il regolamento prevede due finestre per presentare la domanda: dal 1° luglio al 30 ottobre per la campagna estiva e dal 1° ottobre al 30 gennaio per quella invernale. Tra i requisiti indicati figurano il fascicolo aziendale presso ARCEA, la domanda per l’intervento SRF.01, la polizza agevolata sottoscritta e il PGIR rilasciato.
Come inserire il contributo nel budget aziendale
Per un’azienda strutturata, il contributo è un’entrata futura di cui occorre stimare sia l’importo sia i tempi. Ci sono tre aspetti da considerare nella pianificazione.
- Utilizzare un’aliquota prudenziale. Per le stime, è preferibile partire dall’ultima aliquota effettiva disponibile, anziché dal 70% massimo. Per la campagna 2025 è stata del 50%, o del 46% per le polizze con meno di tre avversità di frequenza.
- Verificare il parametro contributivo prima della firma. Se la tariffa proposta supera il parametro applicabile al comune e alla coltura, una parte del premio resterà esclusa dal contributo. Conoscere in anticipo questa differenza permette di valutare meglio il costo della copertura. Nella valutazione rientrano anche le franchigie e i limiti di indennizzo delle polizze agricole.
- Controllare la coerenza dei documenti. Fascicolo aziendale, PGIR e polizza devono riportare dati coerenti. Una verifica preventiva riduce il rischio di anomalie che possono rallentare il pagamento.
Il ruolo dei Condifesa
Il nostro obiettivo è aiutare le aziende a conoscere in anticipo il peso del contributo e a gestire correttamente gli adempimenti, così da ridurre il rischio di ritardi legati a errori documentali. Per le polizze collettive, Condifesa Calabria trasmette al sistema i dati delle polizze e le quietanze dei premi, necessarie per presentare la domanda di contributo. Il consorzio lavora inoltre con i CAA affinché fascicolo aziendale, PGIR e polizza siano coerenti.
L’aliquota viene fissata dal Ministero in base alle risorse disponibili, mentre i tempi di erogazione dipendono da AGEA e dall’esito dei controlli sulla domanda.
Se gestisci un’azienda agricola e vuoi valutare in anticipo il contributo sulla polizza più adatta alle tue produzioni contattaci!
Domande frequenti
Il contributo del 70% si calcola sul premio o sulla spesa ammessa?
Si calcola sulla spesa ammessa, che corrisponde al minore tra il premio di polizza e la spesa calcolata applicando il parametro contributivo al valore assicurato. Inoltre, il 70% è un limite massimo per alcune tipologie di polizza. Per la campagna 2025 l’aliquota effettiva è stata del 50%, o del 46% per le polizze con meno di tre avversità di frequenza.
Che cos’è il parametro contributivo?
È la tariffa media pagata negli ultimi cinque anni per la stessa combinazione di comune, prodotto e pacchetto di garanzie. Applicato al valore assicurato, permette di calcolare la spesa su cui viene riconosciuto il contributo. Se la tariffa della polizza è più alta del parametro, la differenza non riceve sostegno pubblico.
Perché il contributo ricevuto è inferiore al 70%?
Perché intervengono due fattori. La spesa ammessa può essere inferiore al premio pagato e l’aliquota effettiva può essere più bassa di quella massima prevista. È quanto è accaduto nelle campagne 2024 e 2025, con aliquote rispettivamente del 55% e del 50%.
Quando arriva il contributo sulle polizze agevolate?
Il contributo viene erogato da AGEA dopo la presentazione della domanda di sostegno-pagamento e il completamento dei controlli. Per le colture permanenti delle campagne 2024 e 2025, i primi accrediti sono arrivati tra dieci e tredici mesi dopo la firma. I tempi della singola azienda dipendono anche dalla regolarità della documentazione.
Il contributo viene pagato da AGEA o ARCEA?
Viene pagato da AGEA, l’organismo pagatore nazionale, anche per le aziende calabresi con fascicolo aziendale presso ARCEA. La domanda relativa all’intervento SRF.01 viene gestita attraverso il SIAN. ARCEA si occupa invece degli aiuti PAC e dello sviluppo rurale di competenza regionale e del fondo di rotazione.
Che cosa può bloccare il pagamento?
Le cause più frequenti riguardano la documentazione: superfici assicurate non coerenti con il fascicolo aziendale, differenze tra PGIR e polizza, quietanze o prove di pagamento mancanti e domande presentate fuori termine. Verificare questi elementi con il CAA e il consorzio aiuta a prevenire ritardi.
È possibile pagare alla firma soltanto la parte non agevolata del premio?
Questa possibilità dipende dall’operatività e dalle condizioni del fondo di rotazione regionale. La risposta va aggiornata dopo la conferma della Direzione sullo stato del fondo per le campagne 2025 e 2026.





