La coltivazione biologica è per moltissimi aspetti la risposta al bisogno di mangiare prodotti sani. Quando “biologico” non è soltanto un’etichetta vuol dire che il cibo arriva sulle nostre tavole e sui nostri scaffali senza essere trattato con sostanze chimiche o sintetiche dannose per l’ambiente. Al contrario le pratiche utilizzate sono il più naturali possibili e controllate. Vediamo quali sono le più diffuse anche in Calabria.
Cos’è la coltivazione biologica
Come detto la coltivazione biologica si fonda su pratiche naturali che rispettano gli ecosistemi, favoriscono la biodiversità e garantiscono prodotti più sani per le persone. Non impiega pesticidi, fertilizzanti o diserbanti chimici e ogni trattamento è fatto con prodotti che rispettano l’ambiente.
Nel 2023, l’agricoltura biologica in Italia ha mostrato un incremento significativo, con una superficie agricola utilizzata (SAU) biologica che ha raggiunto 2,46 milioni di ettari, corrispondente a un aumento del 4,5% rispetto al 2022. Questo rappresenta quasi il 20% della SAU totale italiana 123.
Dettagli delle colture biologiche
Le principali categorie di colture e le loro superfici votate al biologico in Italia nel nel 2023 sono state:
- Cereali (10.046 ha)
- Colture foraggere (30.858 ha)
- Ortaggi (935 ha)
- Frutta (3.862)
- Frutta a guscio 2.826 ha)
- Agrumi (10.685 ha)
- Vite (3.259 ha)
- Olivo (69.009 ha)
- Prati e pascoli (32.107 ha)
- Pascoli magri (25.089 ha)
Le colture foraggere e la frutta a guscio hanno registrato le crescite più significative, rispettivamente del 4,1% e del 12,1%. [Sinab] [Ilsole24ore Economia]
Produzione e consumi in Italia
L’agricoltura biologica in Italia sta consolidando la sua posizione come leader europeo, con un aumento costante delle superfici dedicate e dei consumi interni. Nonostante alcune fluttuazioni in specifiche categorie la tendenza generale è positiva. Nel 2023, il numero di produttori biologici è aumentato a 94.441, con un incremento dell’1,8% rispetto all’anno precedente.
I consumi domestici di prodotti biologici hanno raggiunto 3,8 miliardi di euro, segnando un aumento del 5,2% rispetto al 2022. La grande distribuzione organizzata (GDO) continua a dominare le vendite nel settore biologico. I dati arrivano da ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare) che ogni anno in collaborazione con CIHEAM (International Centre for Advanced Mediterranean Agronomic Studies) analizza puntualmente lo stato di avanzamento del biologico in Italia. [ccpb]
Il biologico in Calabria
In Calabria, la coltivazione biologica è in crescita. È la seconda regione dopo la Toscana, con una superficie agricola destinata al biologico pari al 36,3%. Le tecniche utilizzate spaziano dalla rotazione delle colture all’uso di compost organico, fino all’inserimento di frangivento per proteggere le piante. Tuttavia, nonostante il potenziale, la regione si trova oggi ad affrontare sfide legate alla distribuzione e al consumo locale. [Italia che cambia]
Le produzioni principali
Per mantenere la coltivazione biologica si utilizzano prodotti naturali senza ricorrere a fertilizzanti chimici. Le produzioni biologiche sono protette da parassiti e per la raccolta si evita talvolta l’uso di macchinari per ridurre lo stress sulle piante. Per alcune delle pratiche agricole sostenibili la Politica Agricola Comune (PAC agricoltura) dell’Unione Europea stabilisce linee guida e finanziamenti volte a incentivare una produzione alimentare a ridotto impatto ambientale, economicamente sostenibile e socialmente equa, a beneficio della sicurezza alimentare e della protezione degli ecosistemi europei. [Agronotizie].
Coltivare biologico alle nostre latitudini è possibile. Le olive calabresi, in particolare, sono rinomate per la loro qualità dalle quali si ottiene olio extravergine ricco di polifenoli e antiossidanti. Accanto alle olive troviamo i seminativi biologici che rappresentano un’importante risorsa agricola e gli agrumi, come arance e mandarini.
C’è bisogno però di un nuovo sguardo sia da parte di chi acquista che di chi produce. Un sguardo rivolto all’ambiente e alla sostenibilità per le generazioni future. Come tutte le coltivazioni anche quelle biologiche sono soggette ai rischi dei cambiamenti climatici. Proteggile con polizze assicurative mirate.





