Fra il 13 e il 14 febbraio 2026, il Crati ha rotto gli argini in più punti nella Piana di Sibari. Secondo Coldiretti Calabria, in tutta la regione sono stati colpiti oltre 3.000 ettari, circa 900 dei quali sono finiti completamente sott’acqua nell’area interessata dall’esondazione.
Dopo eventi come questo, una delle domande più importanti per chi conduce un’azienda agricola è capire quali danni possono essere indennizzati e a quali condizioni. La risposta dipende anche da un aspetto che può sembrare secondario, ma che in realtà fa la differenza: la definizione assicurativa del fenomeno che ha causato il danno.
L’acqua che invade un campo dopo l’esondazione di un fiume, quella che si accumula in seguito a piogge intense e quella che ristagna nel terreno possono provocare conseguenze simili sulle colture. Dal punto di vista assicurativo, però, si tratta di eventi distinti, soggetti a garanzie e condizioni differenti.
Conoscere queste differenze aiuta a capire quali coperture possono intervenire e quali adempimenti rispettare per non compromettere il diritto all’indennizzo. Vediamo quindi come vengono definiti alluvione, eccesso di pioggia, nubifragi e ristagno idrico nelle polizze agricole agevolate e che cosa è importante verificare prima e dopo un evento.
Alluvione: quando l’acqua che invade i campi rientra nella definizione assicurativa
Nelle polizze agricole agevolate, la definizione di alluvione fa riferimento al Piano di gestione dei rischi in agricoltura (PGRA), approvato ogni anno dal Ministero dell’Agricoltura.
Il testo prevede che l’alluvione sia una calamità naturale causata dall’esondazione di corsi o specchi d’acqua naturali o artificiali, in seguito a eventi atmosferici eccezionali. L’acqua deve invadere le aree circostanti, trasportare e depositare materiale solido o incoerente e provocare effetti su più aziende o colture limitrofe, situate in zone con caratteristiche orografiche analoghe.
In termini pratici, per ricondurre un evento alla definizione assicurativa di alluvione occorre considerare tre elementi.
1. L’acqua deve uscire dal proprio corso o bacino.
L’esondazione è una condizione essenziale. Può riguardare un fiume, un torrente, un canale o uno specchio d’acqua naturale o artificiale. Se il campo si allaga esclusivamente per effetto della pioggia, senza che si verifichi un’esondazione, il fenomeno non rientra nella definizione assicurativa di alluvione.
2. L’acqua deve trasportare e depositare materiale.
La presenza di limo, sabbia e altri detriti può fornire elementi utili per ricostruire la dinamica dell’evento e valutare i danni.
3. Gli effetti devono interessare più aziende o colture vicine.
La definizione prevede che i danni siano riscontrabili su una pluralità di aziende o colture limitrofe, oppure situate nelle vicinanze e caratterizzate da condizioni orografiche analoghe. Un allagamento circoscritto a un singolo appezzamento richiede quindi una valutazione specifica rispetto a questi requisiti.
Ci sono inoltre alcune esclusioni da conoscere. Le condizioni di polizza possono escludere i danni alle coltivazioni situate in golena, la fascia compresa tra la riva del fiume e l’argine che può essere occupata dall’acqua durante le piene. Per le aziende agricole lungo i corsi d’acqua della fascia ionica, dal Crati al Neto, è quindi utile verificare la posizione degli appezzamenti. Anche i danni riconducibili a frane e smottamenti possono essere esclusi, salvo che sia possibile dimostrare l’assenza di un rapporto tra questi fenomeni e il danno denunciato, secondo quanto previsto dal contratto.
Eccesso di pioggia: quando le precipitazioni superano le soglie previste
L’eccesso di pioggia è un’avversità atmosferica di frequenza, come la grandine e il vento forte. Si distingue dalle avversità catastrofali, tra cui alluvione, gelo e brina e siccità.
Questa differenza è importante anche per stabilire quale forma di protezione può intervenire: l’eccesso di pioggia non rientra tra gli eventi coperti dal Fondo AgriCat. L’eventuale indennizzo dipende quindi dalla presenza della relativa garanzia nella polizza agricola e dal rispetto delle condizioni previste. Le soglie che identificano l’eccesso di pioggia sono indicate nel contratto. Nelle condizioni di polizza 2026 prese in esame, il fenomeno può essere riconosciuto in presenza di una delle seguenti situazioni:
- precipitazioni cumulate in dieci giorni superiori di oltre il 50% alla media del periodo e comunque pari ad almeno 100 mm;
- almeno 80 mm di pioggia nell’arco di 72 ore;
- un nubifragio con almeno 40 mm di pioggia in tre ore.
Questi valori sono riferiti alle condizioni esaminate e non devono essere considerati validi per ogni polizza. Le soglie possono cambiare in base al contratto e alla campagna assicurativa. Per verificare se un evento rientra nella garanzia, occorre quindi fare riferimento alle condizioni sottoscritte. Il superamento delle soglie viene verificato sulla base dei dati ufficiali degli enti pubblici o dei servizi meteorologici specializzati previsti dalle condizioni contrattuali, come RadarMeteo, con riferimento all’area dell’appezzamento danneggiato. Nelle condizioni considerate è ammessa una tolleranza del 10% ed è richiesto che i danni interessino anche altre aziende con la stessa coltura nelle vicinanze, entro un raggio di tre chilometri.
Un altro aspetto riguarda gli effetti del fenomeno che possono essere indennizzati. In molte polizze, la garanzia copre l’asfissia radicale che porta alla morte delle piante e alcuni danni ai frutti, come marciume e spaccature, in prossimità della raccolta. Non tutti i cali di produzione, quindi, rientrano automaticamente nella copertura.
Per questo, oltre a verificare le soglie pluviometriche, è importante conoscere quali danni sono compresi nella garanzia sottoscritta.
Nubifragio: che cosa significa per la polizza agricola
In ambito meteorologico, il nubifragio indica una precipitazione particolarmente intensa e concentrata nel tempo. Nelle polizze agricole, invece, non costituisce necessariamente una garanzia autonoma: può rappresentare una delle condizioni attraverso cui viene riconosciuto l’eccesso di pioggia. Se una pioggia intensa provoca l’allagamento di un campo senza che un corso d’acqua esondi, occorre verificare se ricorrono le condizioni previste dalla garanzia eccesso di pioggia. Se, invece, un fiume o un canale esce dagli argini, invade i terreni circostanti e provoca danni secondo i requisiti previsti dalla definizione assicurativa, può entrare in gioco la garanzia catastrofale per l’alluvione e, ricorrendone le condizioni, il Fondo AgriCat.
Per approfondire il significato meteorologico del termine è disponibile anche il nostro articolo su come si classificano le piogge intense e quali rischi comportano per l’agricoltura.
Ristagno idrico e asfissia radicale: i danni che possono manifestarsi nel tempo
Il ristagno idrico si verifica quando l’acqua si accumula nel terreno e non riesce a defluire. Se persiste, riduce la disponibilità di ossigeno per le radici e può provocare l’asfissia radicale, una condizione che indebolisce le piante e, nei casi più gravi, può portarle alla morte.
Gli effetti non sempre sono immediatamente visibili. Dopo un allagamento, infatti, l’acqua può ritirarsi lasciando nel terreno sedimenti fini che ne modificano la struttura e ne riducono la capacità di drenaggio. È quanto è stato osservato anche dopo l’esondazione del Crati, quando l’accumulo di sedimenti ha richiamato l’attenzione sui possibili danni agli apparati radicali degli agrumeti. Nella fascia ionica, tra le colture da monitorare con particolare attenzione ci sono agrumi, kiwi, ortaggi e cereali appena seminati.
Il ristagno, tuttavia, non ha una propria definizione autonoma nelle polizze considerate. Può essere indennizzato come effetto di un eccesso di pioggia, se sono state superate le soglie previste e se il danno rientra tra quelli coperti dal contratto. Restano generalmente esclusi, secondo le condizioni applicabili, gli allagamenti riconducibili a:
- problemi nella sistemazione del terreno, come scoline intasate, assenza di baulature o pendenze non adeguate;
- innalzamento della falda, quando non è conseguenza di un evento coperto;
- rottura o malfunzionamento dell’impianto irriguo;
- marciume radicale e altre fitopatie, che non sono automaticamente comprese nella garanzia contro l’eccesso di pioggia.
Questi aspetti mostrano quanto sia importante valutare non soltanto la quantità di acqua presente nel campo, ma anche le cause dell’allagamento e le conseguenze sulle colture.
La gestione del drenaggio è quindi una componente importante della prevenzione aziendale. Mantenere efficienti scoline e fossi aiuta a favorire il deflusso dell’acqua e a ridurre il rischio di ristagno. Documentare gli interventi di manutenzione, anche attraverso fotografie e annotazioni datate, può inoltre essere utile per ricostruire le condizioni del terreno in caso di danno. Per approfondire il tema degli effetti dell’acqua sugli agrumeti, è possibile leggere anche il nostro articolo su ristagno idrico e asfissia radicale negli agrumeti in autunno.
Perché avere una polizza catastrofale può fare la differenza
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda il criterio utilizzato per stimare il danno.
Per le aziende che non dispongono di una polizza con garanzie catastrofali, AgriCat utilizza una stima d’area, basata su perizie a campione nella zona interessata. Quando l’azienda dispone invece di una polizza con le garanzie previste, viene utilizzata la percentuale di danno rilevata dal proprio perito, secondo le regole applicabili. Per un’azienda che coltiva decine o centinaia di ettari, questa differenza può incidere sulla valutazione del danno riconosciuto. Si pensi, per esempio, a un’area nella quale il danno medio risulta inferiore alla soglia del 20%, mentre alcuni appezzamenti situati lungo il fiume hanno subito perdite molto più elevate. Una stima media potrebbe non rappresentare pienamente la situazione dei terreni maggiormente colpiti. Per conoscere nel dettaglio il funzionamento del Fondo, è disponibile la nostra guida su AgriCat e le condizioni di intervento.
Se hai un’impresa agricola muoviti per tempo, previeni i danni del maltempo
Domande frequenti
Il nubifragio è considerato un’alluvione dalla polizza agricola?
No. Il nubifragio è una precipitazione breve e intensa che può rientrare nella garanzia eccesso di pioggia, se supera le soglie previste dal contratto. L’alluvione richiede invece l’esondazione di un corso o specchio d’acqua, accompagnata dal trasporto e dal deposito di materiale e da effetti su più aziende o colture vicine, secondo la definizione assicurativa.
AgriCat copre i danni da eccesso di pioggia o ristagno idrico?
No. Il Fondo AgriCat interviene per alluvione, gelo o brina e siccità, nei limiti previsti. L’eccesso di pioggia può essere coperto dalla polizza agricola, se comprende la relativa garanzia. Il ristagno può rientrare nella stessa garanzia quando ne ricorrono le condizioni, ma non è coperto autonomamente da AgriCat.
Entro quando bisogna denunciare un’alluvione ad AgriCat?
La denuncia su MyAgriCat deve essere presentata entro 30 giorni dalla data dell’evento, pena l’inammissibilità, salvo i casi di forza maggiore documentati. L’adempimento è necessario anche se il danno è già stato denunciato alla compagnia assicurativa.
Per gelo e siccità il termine è di 90 giorni e, per la campagna 2026, non oltre il 15 gennaio 2027.
Il ristagno d’acqua è coperto dalla polizza agricola?
Può esserlo come effetto di un eccesso di pioggia che supera le soglie contrattuali, nei limiti dei danni previsti dalla garanzia. In molte polizze è necessario che l’asfissia radicale provochi la morte delle piante. Gli allagamenti riconducibili a una sistemazione inadeguata del terreno, all’innalzamento della falda o a guasti dell’impianto irriguo possono essere esclusi, così come i danni da fitopatie.
Le aziende agricole sono obbligate ad assicurarsi contro le calamità naturali?
Le imprese agricole sono escluse dall’obbligo assicurativo previsto per molte altre imprese. Per le produzioni vegetali, il Fondo AgriCat rappresenta uno strumento di protezione dai danni catastrofali, ma non copre automaticamente fabbricati, magazzini, celle frigorifere e altri beni aziendali. Per questi ultimi è necessario valutare eventuali polizze specifiche.
Chi interviene se un’alluvione danneggia un’azienda agricola non assicurata?
Per le aziende che beneficiano dei pagamenti diretti PAC, AgriCat può intervenire nei limiti previsti, in presenza di un danno superiore alla soglia del 20% e a seguito della denuncia entro i termini stabiliti. In assenza di una polizza con garanzie catastrofali, la stima del danno segue il criterio d’area previsto dal Fondo.
Eventuali aiuti pubblici per le calamità seguono invece procedure specifiche e possono riguardare danni che non erano assicurabili attraverso le polizze agevolate. La loro concessione dipende dai requisiti e dai provvedimenti applicabili al singolo evento.




